La ricerca della felicità

Il tema della felicità appassiona da sempre scrittori, poeti, filosofi, persone comuni.

Per tentare di definire questa condizione alcuni studiosi hanno posto l’accento sulla componente emozionale, come il sentirsi di buon umore, altri sottolineano l’aspetto cognitivo e riflessivo, come il considerarsi soddisfatti della propria vita.

La felicità a volte viene descritta come contentezza, soddisfazione, tranquillità, appagamento a volte come gioia, piacere, divertimento.

Quindi la felicità può avere diverse sfaccettature, diverse forme, per ognuno di noi è qualcosa di diverso. Sono sempre convinto che le proprie esperienze influenzino tutto il resto.

C’è chi è felice se può trascorrere del tempo in famiglia, c’è chi invece è felice di ricevere un regalo inatteso, chi realizza un sogno, chi si innamora o chi trova la soluzione ad un problema. Ma la vera domanda che mi pongo è… cosa è esattamente la felicità? Esiste una felicità immediata che dura poco e una a medio/lungo termine? Come poterla imbrigliare in una definizione?

Secondo Wikipedia per felicità si intende, lo stato d’animo (emozione) positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri.

Io non sono d’accordo. Realizzare i propri desideri alle volte può essere un impresa ardua specie se sono desideri ingombranti e poi non sempre si ha un solo desiderio. Se io ne dovessi realizzare 1 su 10 non potrei ritenermi felice? Secondo Wikipedia no.

Punto di vista soggettivo…

Partiamo dal presupposto che noi siamo gli artefici di buona parte della nostra vita. Scegliamo chi essere, che studi fare, che lavoro svolgere (forse oggi un po’ meno), che amici frequentare e potrei continuare all’infinito. Basta volerlo intensamente e quasi tutto prende la forma del nostro desiderio.

Se io sto bene con me stesso e mi sento appagato da quel che ho, sarò portato a vedere intorno a me la felicità e trasmetterla con facilità. Il cosiddetto buon umore!

Se ho un problema irrisolto o non sto bene con me per un qualsiasi motivo, tutto mi apparirà cupo, triste e non riuscirò a godere anche delle piccole cose che la vita offre.

Quindi la felicità va cercata? Va progettata? Oppure l’unica cosa da cercare è il benessere individuale?

Se la felicità dipende dal proprio punto di vista allora la felicità è un modo di vivere e di vedere le cose.

 

Tu mi rendi felice o io sono felice quando sto con te?

La felicità non è questione di fortuna. Secondo la psicologia è un’attitudine che ognuno può apprendere da sé modificando il proprio punto di vista sulle cose e coltivando l’ottimismo. Ma non finisce qui: il cervello può essere educato alla felicità o all’infelicità, forse sarò ripetitivo ma dipende da noi.

Molte persone si convincono che la loro felicità dipenda dagli altri (un amico, un parente o il partner). É vero che una persona possa influenzare l’umore dell’altra. Ma la felicità non è dipendenza, è qualcosa di personale.

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